Leggo in giro per il web varie recensioni più o meno entusiastiche per il nuovo album di Elio e le storie tese.
Il sottoscritto pensa che il gruppo stia evolvendo verso lidi musicali sempre più maturi, con una musica complessa e più propensa al sorriso dolce/amaro che alla risata sguaiata.
E questo, a mio avviso, è vera crescita artistica e maturazione umana.
In "studentessi" ci sono capolavori (Gargaroz, Parco Sempione), colpi di genio (Suicidio a sorpresa suddivisa con movimenti sinfonici), canzoni non riuscite (architetto in Grillo'style, piccoli brani che acquistano senso grazie ad un concept costruitoci sopra e non sulla musica stessa (la saga stagionale dei Ricordi).
Ma due cose sono certe, anzi tre:
1 - Elio e le storie tese sono uno dei pochi gruppi italiani che ha la possbilità di registrare un album e produrlo arricchendolo con parti musicali d'altissima classe. Se le possono permettere, sia per il pubblico che acquista i loro album che per la loro bravura personale di musicisti e compositori.
2 - un album come "Studentessi" è manna nel panorama pop/rock (prog) stantio del mercatino italiano. Ben vengano 78 minuti di MUSICA con tutte le lettere maiuscole. Che poi ci siano idee più o meno azzeccate, banalità innalzate a genialate o meno resta un discone nella stanca patria discografia.
3 - "Plafone" dimostra una volta per tutte che il progressive italiano non è morto, ha ancora tanto da dire, che è la via più bella per scrivere melodie orecchiabili, ma non banali, che l'armonia classica ha ancora tanto da insegnare ai coglioni del solito basso I_IV_V (vero GG?) e che Elio canta meglio di Albano perchè sa che in fondo cantare è ben altra cosa. Lui sorride e si diverte. E lo si sente benissimo.
Grazie ragazzi e buon tour, io ci sarò sotto il palco di una delle date, contateci.














