3 - REGISTRI
I registri sono particolari caratteri timbrici e dinamici assunti dalla voce relativamente al comportamento fonatori delle differenti regioni tonali.
In generale si possono riconoscere tre tipi di registri:
- 1° registro: corrisponde al meccanismo del grido (primo meccanismo laringeo), nel quale le corde vocali sono contratte producendo un suono che è espressione dello sforzo. I muscoli della laringe trasmettono la vibrazione della laringe stessa al petto che vibra forzatamente, facendo confondere la vibrazione ossea con la risonanza, e generando in questo modo la voce di petto. Questo registro è peculiarità esclusivamente della musica lirica, non facilmente sfruttabile dalla musica moderna in quanto molto limitata nell’estensione rispetto ad un falsetto più facilmente controllabile nelle salite all’acuto.
- 2° registro: corrispondente al secondo meccanismo laringeo, è provocato da una ridotta distensione delle corde vocali; nelle voci comuni non educate il timbro può essere ricondotto a quello del parlato. Verso il limite di una decima (=10 note) dalla prima nota musicalmente utile, tende a ricomparire il meccanismo che provoca il grido per poter raggiungere l’acuto: se il cambio è graduale allora il passaggio fra primo e secondo registro è inosservato, producendo una voce di gola.
- 3° registro: è il registro proprio delle voci naturalmente dotate, oppure educate con l’esercizio e la tecnica e corrisponde al terzo meccanismo laringeo; dà luogo alla voce detta di testa o di falsetto.
In sostanza nella valutazione di un cantante sono da tenere in considerazione innanzitutto il timbro della voce e la sua “presenza” naturale, il grado tecnico di utilizzo della voce e l’interpretazione, il grado di coinvolgimento che una voce è in grado di trasmettere, fattore ovviamente molto soggettivo.
4 -TECNICA VOCALE NATURALE
Le tecniche vocali si definiscono come le modalità di utilizzo della voce finalizzate ad ottenere determinati risultati musicali. In questa sede è necessario analizzare la tecnica vocale naturale, corrispondente al comportamento fonatorio che, nel gergo canoro, appartiene alle voci impostate per natura, dotate naturalmente di grande estensione e timbro uniforme in tutta l’estensione stessa. In questo comportamento fonatorio i muscoli addominali spingono verso il pube e, quindi, verso l’alto la massa viscerale, la quale fa risalire i polmoni comprimendoli contro le pareti della cassa toracica. Con essi risale la laringe a fare da sostegno ai muscoli addominali, in particolare i muscoli sternotiroidei con quelli cricotiroidei inclinano la laringe stirando in avanti le corde vocali. L’apertura della bocca si realizza con un movimento della mandibola che si sposta leggermente in avanti, determinando una trazione sui corni superiori della cartilagine tiroide per aiutare ad inclinarla. La lingua rimane morbida e la sua punta si appoggia agli incisivi nella pronuncia delle vocali, mentre la differenziazione dei volumi delle cavità di risonanza è data dai movimenti verticali della lingua stessa, definendo di volta in volta il volume della cavità orale nelle misure necessarie per ottenere vocali definite; il risultato di questa serie di azioni simultanee è un compromesso fra omogeneità del timbro e comprensibilità della parola.
Fattore importante per una impostazione in grado di ottenere una buona resa canora è di nuovo il timbro vocale e il suo arricchimento, attraverso il pieno utilizzo del suono principale e quindi delle cavità di risonanza naturali che ogni essere umano possiede: solo in questo modo viene risaltata una voce ricca e piena di risonanze gradevoli all’ascolto. Quindi è fondamentale per una buona tecnica vocale l’omogeneità timbrica della voce su tutta l’estensione, vale a dire mantenere il proprio timbro vocale per tutta l’estensione della voce, incanalandola sempre nella stessa direzione. Risaltare il proprio timbro vocale significa utilizzare le casse armoniche naturali del corpo umano, vale a dire le cavità nasali, della gola e della bocca, cercando quindi di cantare il meno artificiosamente possibile.
Un altro elemento da non sottovalutare nell’apprendimento di una buona tecnica canora è il corretto utilizzo del diaframma in aiuto ad una buona respirazione, appunto detta diaframmatica. Il diaframma è un muscolo respiratorio involontario che separa la cavità toracica da quella addominale; attraverso la respirazione diaframmatici questo muscolo entra in tensione allargandosi verso l’esterno e offrendo così un vero e proprio sostegno fisico alla voce: per questo motivo si dice che il diaframma offre l’appoggio. Quando si respira diaframmaticamente i polmoni si riempiono quasi del tutto, contrariamente alla respirazione alta che non offre un buon appoggio per le note cantate e non lascia entrare la giusta quantità di ossigeno.
Dott.ssa Gabriella Francia














